ARCHIVIO SERVIZI E NEWS ORA ZERO (009) – A CURA DI GIANLUCA SCAGNETTI ARTICOLI, NEWS E INTERVISTE DISPONIBILI SUL SITO DI RADIO OMEGA SOUND

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ARCHIVIO SERVIZI E NEWS ORA ZERO (009) – A CURA DI GIANLUCA SCAGNETTI

ARTICOLI, NEWS E INTERVISTE DISPONIBILI SUL SITO DI RADIO OMEGA SOUND

 

  • OZ FS 036 – AAA AMI CESMA, Aerospazio, Difesa e industria (Roma, Casa dell’Aviatore, 16 giugno 2016) – PRIMA PARTE. GIOVANNI SCIANDRA (generale, presidente nazionale Associazione Arma Aeronautica) – Buongiorno, come Associazione Arma Aeronautica ho il piacere di dare il benvenuto a una così nutrita e qualificata assemblea. Oggi tratteremo un tema che ritengo sia molto importante e di estrema attualità: il tema dell’Europa e dell’industria aerospaziale europea. Un grazie particolare al signor Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, il generale Vecciarelli, che con la sua presenza non solo ci onora, ma vuole rimarcare anche l’importanza, la stima e la fiducia che l’Aeronautica militare ripone nell’Associazione Arma aeronautica e, in particolare, quest’oggi nel nostro centro studi, il CESMA, che sta veramente facendo una grande opera per, non solo far conoscere ai nostri soci, ma soprattutto al grande pubblico e, in maniera particolare, uno dei settori ai quali l’Associazione Arma Aeronautica e il CESMA si stanno dedicando è quello dei giovani. Quindi presenza presso le scuole, cicli di conferenze particolarmente dedicate ai giovani, in modo da stimolare in loro una certa attenzione e far loro comprendere l’importanza che in una moderna società, in un paese avanzato come l’Italia, ha il settore aerospaziale. Naturalmente i miei ringraziamenti vanno anche agli sponsor, che sono qui elencati, senza il cui supporto è facile comprendere, malgrado l’apporto che tutti i nostri soci, che in maniera sempre più massiccia e convinta, e io devo dire anche in modo veramente professionale, contribuiscono e rendono possibili le nostre attività, ecco, senza il sostegno dei nostri sponsor potremo fare veramente molto molto di meno (…)

 

 

  • ORA ZERO , trasmissione Nº103 – CRISI LIBIA: UNA MAPPA PER USCIRNE. Intervento del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni Silveri che ha avuto luogo martedì 14 giugno 2016 alla Residenza di Ripetta in occasione del convegno a tema organizzato dall’Istituto Affari Internazionali. Gentili ascoltatori di Radio Omega un cordiale saluto da Gianluca Scagnetti. Dopo averne trattato ripetutamente in alcune trasmissioni, quest’oggi ci discosteremo temporaneamente dalle tematiche di attualità locali per tornare a parlare delle aree di crisi e dei tentativi di una loro soluzione. Lo faremo affrontando l’emergenza libica, prendendo spunto dai lavori della conferenza organizzata dall’Istituto affari internazionali (IAI) che ha avuto luogo a Roma, alla Residenza di Ripetta, il 14 giugno scorso. Ora Zero vi proporrà integralmente l’intervento del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni Silveri, che ha riferito sulla situazione in atto in quel Paese della sponda sud del Mediterraneo geograficamente molto vicino all’Italia e all’Italia legato da profondi rapporti. La Libia è – di fatto – uno stato praticamente fallito dove un governo debole riconosciuto dall’Onu fatica a insediarsi. Il primo ministro che lo guida – in realtà parte di una più vasto e rappresentativo consiglio di presidenza – vive e opera sostanzialmente all’interno di un compound situato nel comprensorio della base militare navale di Tripoli. (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione Nº102 – EMERGENZA ROM: dimostrazione del movimento di estrema destra CASA POUND ITALIA al campo abusivo di Via Giuseppe Mirri al quartiere Casalbertone di Roma (12 marzo 2016) e commento di CARLO STASOLLA, segretario dell’ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO. Gentili ascoltatori di Radio Omega un cordiale saluto da Gianluca Scagnetti. Anche quest’oggi a Ora Zero parleremo della situazione della capitale. A Roma è praticamente cominciata ormai da tempo la campagna elettorale per le elezioni amministrative e i partiti litigano tra loro e al loro interno tra correnti. Posizioni in lista e candidature sembrerebbero essere l’oggetto di molte di queste dispute, alcuni schieramenti non sono più saldi e rischiano di sfaldarsi, è il caso ad esempio di Forza Italia, ci sono dei candidati deboli e non si capisce bene se effettivamente si vogliano vincere queste elezioni. Roma, infatti, è una “patata molto bollente” e, come sempre accade, alcuni argomenti particolarmente scottanti tornano utili per la speculazione politica. È il caso dei rom, degli zingari. Il 15 marzo scorso, un martedì, nel quartiere di Casal Bertone ha avuto luogo una manifestazione degli estremisti di destra appartenenti alla formazione Casa Pound Italia. Cosa è successo? C’è stato un sopralluogo da parte del candidato sindaco di Casa Pound Italia Simone Di Stefano, accompagnato da Mauro Antonini, candidato alla presidenza del IV Municipio, che sarebbe la vecchia V Circoscrizione, di cui il quartiere Casal Bertone fa parte. Questi due esponenti di Casa Pound si sono recati presso un campo abusivo – ma in realtà censito dal Comune di Roma, si tratta di un ex deposito di corriere del Cotral sito in via Mirri – dove hanno effettuato questo sopralluogo. Il quartiere era blindato: carabinieri, polizia, cellulari e schieramento in forze; c’è stato un gruppetto di estremisti di sinistra che ha contestato a sua volta questa manifestazione, però, per fortuna non si sono verificati incidenti. La polizia non ha permesso alla stampa di accedere al campo assieme ai due esponenti di Casa Pound Italia, e questi quando questi due esponenti sono usciti dal cancello hanno rilasciato delle dichiarazioni ai giornalisti. Ora Zero era lì e le ha raccolte, formulando a essi alcune domande. Quindi ascolteremo cosa diranno i neofascisti di Casa Pound Italia sul problema rom, se di problema si può davvero parlare. Di seguito ascolteremo l’intervista con Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, una onlus che si occupa dell’integrazione dei rom qui a Roma e nel Lazio. Io vi saluto qui: buon ascolto e un cordiale saluto da Gianluca Scagnetti. (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione Nº100 del 6 giugno 2016 – OLIMPIADI 2024: finalmente sboccata la raccolta delle firme per il referendum consultivo promosso dai Radicali italiani; ROBERTA LOMBARDI, parlamentare del Movimento 5 Stelle: emergenza abitativa a Roma, situazione politica e situazione economica. (intervista registrata il 28 maggio 2016). Gentili ascoltatori di Radio Omega un cordiale saluto da Gianluca Scagnetti. Ospite ai nostri microfoni quest’oggi sarà la parlamentare del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi, con la quale, nell’intervista registrata la scorsa settimana, abbiamo trattato di diversi argomenti di scottante attualità. Prima, però, il dovere di cronaca ci impone di aggiornarvi sugli ultimi sviluppi del “caso” Olimpiadi Roma 2024. Infatti, dopo l’appendice alla controversia in atto sul referendum consultivo promosso dai Radicali che ha avuto luogo lunedì scorso (si era nuovamente riunita la Commissione per i referendum di Roma Capitale), pochi giorni dopo è giunta la buona notizia che il referendum era stato sbloccato, seppure a seguito di una riformulazione del suo quesito, e che quindi – appena saranno pronti i moduli per la raccolta delle firme – i Radicali italiani allestiranno dei tavoli dove i cittadini romani potranno recarsi a sottoscriverli. (…)

 

 

  • ORA ZERO trasmissione Nº 99 del 30 maggio 2016 – OLIMPIADI 2024, candidatura della città di Roma: i dubbi sull’opportunità di questo evento e l’ostracismo del CONI e dei “poteri forti” al referendum consultivo promosso dai Radicali; i dubbi sull’operato dell’Amministrazione comunale capitolina. Conferenza stampa del 18 maggio 2016 nella sede di via di Torre Argentina a Roma. Come sapete abbiamo avviato un referendum sulle olimpiadi, ma purtroppo qualcuno vuole boicottare questa opportunità per i cittadini romani di decidere, di dire la loro. Con questa lettera il CONI ha di fatto chiesto al Comune di sospendere il referendum sulle olimpiadi, e l’Amministrazione comunale violando la legge, violando i propri regolamenti, commettendo un abuso d’ufficio, gli ha dato ragione. Noi ricorreremo al TAR e faremo una denuncia anche in sede penale perché i cittadini romani devono avere la possibilità di esprimersi su questo grande evento che a noi non convince. – Gentili ascoltatori di Radio Omega un cordiale buonasera da Gianluca Scagnetti. Quella che avete appena ascoltato era la voce indignata di Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani, che in modo vibrato denunciava il progressivo restringimento degli spazi di democrazia in Italia.  Cosa è accaduto? In sostanza, dietro forti pressioni esercitate dal CONI, il Comitato olimpico nazionale italiano, il Comune di Roma – che, lo ricordiamo, attualmente non è governato da un sindaco e da una giunta eletta dai cittadini, ma da un commissario straordinario, il prefetto Francesco Paolo Tronca – ha impedito l’esercizio dei diritti propri della cittadinanza bloccando, di fatto, la raccolta delle firme necessarie per richiedere l’indizione di un referendum popolare di natura consultiva avente a oggetto il ritiro della candidatura della città di Roma alle olimpiadi previste per il 2024. Una città sommersa dai debiti e dal degrado, dove emergenze di vario genere (trasporti, casa, rifiuti) caratterizzano la quotidianità, dovrebbe sobbarcarsi un onere finanziario per delle opere faraoniche di dubbia utilità. Roma ha appena finito di pagare i debiti contratti ormai quasi trent’anni fa per finanziare i mondiali di calcio del 1990 e i cittadini della capitale ricordano bene le spese fuori controllo di quel periodo. Oggi si ripropone dunque un “grande evento” del genere – il termine va doverosamente virgolettato -, le olimpiadi del 2024 appunto, un possibile torta per speculazioni e investimenti in opere assolutamente non necessarie. (…)

ORA ZERO Trasmissione 101 - LA RIPRESA, E SE TOCCASSE A NOI? Verso il Rapporto 2016 sull’economia globale e l’Italia. A cura di Mario Deaglio, Roma, Residenza di Ripetta, mercoledì 18 maggio 2016. Convegno promosso da: Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, Istituto Affari Internazionali, UBI Banca.  Salvatore Carrubba – Benvenuti a questa presentazione del XX Rapporto sull’economia globale e l’Italia predisposto ogni dal Centro Einaudi in collaborazione con UBI Banca. Innanzitutto devo ringraziare l’Istituto Affari Internazionali per l’ospitalità, il presidente Fabrizio Saccomanni che prenderà poi la parola e illustrerà insieme a tutti gli altri ospiti il contenuto del Rapporto. Dicevo prima che questo rapporto nasce dalla collaborazione ormai consolidata da molti anni fra il Centro Einaudi di Torino e il gruppo UBI Banca, siamo appunto arrivati alla ventesima edizione e ci fa piacere che da molti anni ci sia questa collaborazione, che è veramente importante, significativa e preziosa e che si manifesta anche nell’organizzazione di alcuni momenti divenuti ormai tradizionali, come questo qui di Roma. Quindi un ringraziamento particolare va a Victor Massiah per l’attenzione che ha sempre manifestato nei confronti di questa iniziativa e, naturalmente, per la sua presenza di oggi, che si manifesterà anche nel commento che da parte sua dopo la presentazione che faranno il professor Deaglio e il dottor Russo. Questo appuntamento di Roma, come ricorderete, è l’occasione ormai tradizionale per aggiornare questo studio a pochi mesi dalla pubblicazione del Rapporto per verificare quali sono i passi avanti o indietro che abbiamo fatto, ma soprattutto questo appunto serve anche per annunciare la nuova edizione, un ponte verso la nuova edizione che il professor Deaglio e i suoi collaboratori cureranno nei prossimi anni. Questa edizione – voglio ricordarne gli autori – sono il professor Mario Deaglio, naturalmente, e poi Giorgio Arfaras, Anna Caffarena, Gabriele Guggiola, Paolo Migliavacca, Anna Paola Quaglia, Giorgio Vernoni e Giuseppe Russo, che è il direttore del Centro Einaudi e che, ripeto, con il professor Deaglio ci presenterà il Rapporto, che è pubblicato dall’editore Guerini e Associati, che è qui con noi e che saluto e ringrazio (…)

 

  • ORA ZERO – Casa, dove sono finiti i soldi dell’ex-Gescal? fonte: ASIA USB, Peter D’Angelo, 7 marzo 2016; www.testmagazine.it/2016/03/07/casa-dove-sono-finiti-i-soldi-dellex-gescal/6523/ Sfrattare una famiglia da un alloggio può costare anche 5mila euro alle forze dell’ordine. Eppure ci sono alloggi vuoti, alcuni blindati con pannelli di due metri fusi a caldo, invalicabili. Nonostante tutto questo (…)

 

  • ORA ZERO – VERGOGNA! L’ATER DI ROMA SFRATTA UNA SIGNORA DI OTTANT’ANNI, MALATA DI ALZHEIMER, DISABILE AL 100%. fonte: ASIA USB, Roma – venerdì, 11 marzo 2016. Primo bottino della gestione commissariale nella guerra contro i poveri. Alle ore 8,10 del 03 marzo, ha bussato alla porta della Sig.ra Desanka il nucleo sgomberi Ater, accompagnato dalla polizia di Roma Capitale. La Sig.ra è stata messa fuori senza soluzione alcuna. È grazie all’interessamento dei vicini che la vecchia signora ha avuto solidarietà ed è stata resa pubblica la sua situazione (…)

 

  • Edilizia, abusi e appalti fantasma: blitz della Guardia di Finanza in Campidoglio. Roma – Venerdì, 26 febbraio 2016 – di Fulvio Fiano, Ilaria Sacchettoni. Truffa dei Paiani di zona: il cerchio si stringe e il prefetto Tronca – insieme ai dirigenti di Roma Capitale – restano a guardare. Per loro, sostenuti da una campagna mediatica complice, il vero problema della città è la guerra ai poveri nelle case popolari e agli spazi sociali.   Lavori mai fatti ma pagati dal Comune, irregolarità, caos amministrativo: le Fiamme Gialle acquisiscono gli atti. Il prefetto Gabrielli: «Fatti gravissimi». I comitati: danni per tre miliardi (…)

 

  • ORA ZERO – TRASMISSIONE Nº97 – Roma Capitale: situazione politica, disastro economico-finanziario, olimpiadi 2024. Ai nostri microfoni Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma.

   «Roma è una città fortemente indebitata. Credo sia l’unico esempio al mondo di città dove sono riusciti a commissariare un debito». 

   «La questione di mafia capitale non è una questione di “mele marce”, cioè non è una questione che si risolve semplicemente prendendo i disonesti e sostituendoli con gli onesti, questa è una bella favola che ci vogliono raccontare, in realtà il problema è il meccanismo, è un problema di sistema, un problema di riforme che vanno fatte perché molti degli attuali meccanismi che funzionano nella città sono invece fatti apposta per produrre quegli esiti». 

   «Nell’analisi storica delle olimpiadi noi abbiamo messo insieme un dossier molto dettagliato, un dossier inattaccabile dal punto di vista della credibilità nel quale viene dimostrato che nei giochi olimpici dal 1960 a oggi si è verificato un incremento dei costi rispetto al budget previsto originariamente in media del 600%». 

   «La Metro C per molti tratti è ormai irrealizzabile, non è stata completata e probabilmente non lo sarà mai rispetto al progetto originario, ma ha già avuto un sensibile incremento dei costi rispetto a quelli preventivati». (…)

 

  • ORA ZERO – TRASMISSIONE Nº95 – Emergenza casa e assenza di efficaci politiche al riguardo. Ai nostri microfoni Angelo Fascetti, rappresentante legale del sindacato ASIA-USB

    «C’è un’emergenza voluta, costruita negli ultimi quaranta anni, laddove a fronte di un’esigenza di un’edilizia a prezzo sociale si è sempre preferito dare spazio alla rendita parassitaria e alla speculazione edilizia. Per questa ragione oggi abbiamo una situazione nazionale drammatica. Per spiegare il problema dell’emergenza casa bisogna partire da un punto: l’edilizia pubblica, rispetto al dato nazionale che è rapportato al mercato della casa, si attesta al 3,5%, questo mentre negli altri Paesi aderenti all’Unione europea parte dal 20% in su. La crisi economica ha poi aggravato questa situazione».

    «È vergognoso il fatto che qualcuno stia alimentando campagne di stampa per far passare la logica che al centro di Roma ci debbano abitare soltanto i ricchi e non ci possono restare i poveracci. “Il Tempo” e “Il Messaggero” fanno capo a Caltagirone e Bonifazi, cioè sono i giornali dei palazzinari che a Roma hanno condizionato la città e che oggi ci ripropongono questa “aria fritta”, ma in realtà lo fanno per coprire i veri problemi di Roma, in modo particolare la vicenda dei piani di zona, un truffa ai danni dello Stato che sta emergendo giudiziariamente da un paio di anni e di cui loro ovviamente non parlano».

    «In Italia i costruttori privati continuano a edificare, cementificando così un territorio già disastrato sui piani urbanistico e idrogeologico, questo a fronte di una crisi del mercato immobiliare e della disponibilità di tre milioni di appartamenti attualmente vuoti, quindi liberi».

 «Sembra che il problema casa non riguardi più le Istituzioni». (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione Nº96, 22 FEBBRAIO 2016 – Noi terroristi. Storie vere dal Nord Africa a Charlie Hebdo. Presentazione del libro scritto da Mario Giro, esponente della Comunità di Sant’Egidio attualmente viceministro degli Affari Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale. Il convegno ha avuto luogo a Roma nella sede dell’Istituto Affari Internazionali il 18 febbraio 2016 (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione Nº91, 2 FEBBRAIO 2016 –  Economia, situazione italiana e globale: ai nostri microfoni Giorgio Cremaschi. «La crisi è ricominciata quindi tutti diventano più cattivi. In Italia ci sono milioni di disoccupati e oggi chiudono più aziende di prima. La via di sviluppo fondata sulle multinazionali ci sta portando al disastro. Prima si comprende questo prima si comincia a cambiare». (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione del 6 GENNAIO 2016 – LA SICUREZZA NEL MEDITERRANEO E L’ITALIA, Economia, energia, migrazioni, sicurezza: interessi nazionali e politica di difesa (Vincenzo Camporini, Alessandro Marrone, Giuseppe De Giorgi, Giuseppe Bono, Vittorio Emanuele Parsi, Nicola Latorre. Presentazione del Quaderno IAI Nº15 – Roma, Palazzo Rondinini, 30 novembre 2015 (…)

 

  • ORA ZERO trasmissione Nº90, 2 GENNAIO 2016 - Mediterraneo: Paolo Gentiloni, Re Abdallah di Giordania, Claudio Descalzi.Gentili ascoltatori di Radio Omega un cordiale buonasera da Gianluca Scagnetti. Riprende un nuovo ciclo di ORA ZERO. Oggi, nel primo incontro di questa nuova serie, tratteremo della situazione in atto nel bacino del Mediterraneo e lo faremo approfittando della conferenza organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI che ha avuto luogo sempre a Roma, dal 10 al 12 dicembre, all’Hotel Parco dei Principi e che ha visto la partecipazione di numerosi capi di stato, ministri, diplomatici, analisti ed esponenti del mondo dell’economia e dell’industria. Rome Mediterranean Dialogues ha inteso gettare le basi per una nuova agenda affinché la regione cessi di essere percepita solo come sinonimo di crisi e instabilità e torni invece un luogo di opportunità. Al centro degli interventi la sicurezza e lo sviluppo economico. Sono state discusse nuove misure per la prevenzione dei conflitti, per la lotta al terrorismo e il rafforzamento delle partenership commerciali tra le due sponde del bacino. Inoltre, sono state affrontate le tematiche relative a migrazioni, energie rinnovabili, fenomeni di radicalizzazione religiosa e governance regionale. Di seguito vi proponiamo gli interventi del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni Silveri, del Re di Giordania Abdullah II Bin al-Hussein e dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi. (…)
  • ORA ZERO, trasmissione del 24 dicembre 2015Eutanasia, libertà, testamento biologico: la testimonianza di Dominique Velati Dominique Velati aveva 59 anni e un tumore al colon che non le avrebbe lasciato scampo. Alcuni giorni fa ha preso un treno di sola andata per la Svizzera, dove è permesso il suicidio assistito. Marco Cappato l’ha aiutata, fornendole informazioni e assistendola nella procedura con la clinica. Ieri si è auto-denunciato. E lo ha fatto perché il Parlamento italiano discuta finalmente la legge sull’eutanasia. (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione del 24 dicembre 2015 – MAURIZIO MOLINARI, JIHAD: GUERRA ALL’OCCIDENTE. Chi guida l’assalto jihadista alle nostre città? Chi si nasconde dietro gli attentati terroristici? Cosa può fare l’Europa per difendersi? Da uno dei più autorevoli osservatori dei conflitti in Medio
    Oriente, un quadro completo delle potenze in gioco e dei protagonisti che lottano per la supremazia in Occidente e nel mondo islamico. «Da Raqqa a Parigi, dalla Siria all’Europa: porteremo la guerra dove vive il nemico». Con queste parole al-Baghdadi ha annunciato di voler andare «all’attacco dei crociati» per non «farli più vivere in pace». È la minaccia che ha generato le stragi di Parigi dimostrando che l’Europa è diventata un fronte della guerra combattuta in Siria e Iraq contro i gruppi jihadisti. Ma non è l’unico. (…)

 

  • ORA ZERO, trasmissione del 13 dicembre 2015 – Fonte: ASIA USB/Corriere della Sera Roma EMERGENZA CASA A ROMA: Case coop vendute a peso d’oro, senza luce e con il rischio sfratti Gabrielli: «Comune responsabile». (…) #‎Corriere ‪#‎Roma Il Prefetto Gabrielli interviene sulla truffa dell’edilizia agevolata nei piani di zona. Finalmente, ma quando si mette fine a questa diffusa illegalità delle ditte e coop costruttrici?Per il blocco degli sfratti cosa si aspetta? Il governo ‪Renzi sta negando la consueta proroga natalizia, indifferente allo stesso periodo del Giubileo straordinario della misericordia.Il 23 dicembre, proprio alla vigilia di Natale, 27 famiglie del Piani di Zona di Castelverde vedranno arrivare nuovamente l’U.G. e rischiano lo sfratto su richiesta della banca creditrice, questo dopo aver pagato il proprio alloggio più di quanto stabilito dalla legge. L’ASIA-USB invita tutti a partecipare al presidio per fermare il nuovo tentativo di sgombero delle famiglie. (di Fulvio Fiano) - «Nella vicenda dei piani di zona ci sono chiarissime responsabilità omissive della amministrazione comunale». Lo dice non un attivista dei Movimenti per la casa ma il prefetto Franco Gabrielli. Per il quale il problema è così grave «da rientrare nell’ambito della immoralità». Di più, Gabrielli dice di essersi mosso con alcuni parlamentari («Dei quali non rivelerò i nomi per non fare pubblicità») per chiedere al Governo una moratoria sugli sfratti degli inquilini delle case costruite in edilizia agevolata e rimasti vittima di una truffa più o meno occulta. (…)

 

  • I MISTERI DEL CASO MORO, INTERVISTA CON IL PROFESSOR GIUSEPPE DE LUTIIS, coordinatore dei consulenti della Commissione Parlamentare su stragi e terrorismo, autore del libro IL GOLPE DI VIA FANI - ORA ZERO 32, trasmissione del 3 Aprile 2008, di Gianluca Scagnetti. Esattamente trenta anni fa, il 4 Aprile 1978, l´attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, il professor Romano Prodi, comunicò al partito della Democrazia Cristiana di avere partecipato a una seduta spiritica nel corso della quale era stata indicata la parola “Gradoli” a proposito del luogo dove sarebbe stato tenuto prigioniero l´Onorevole Aldo Moro, sequestrato dai terroristi delle Brigate Rosse il 16 Marzo precedente. (…)

 

● LE GUERRE DI MOSCA: GEORGIA 2008 – Redazione ORA ZERO, 19 agosto 2015. Georgia, la guerra dell’estate 2008. La diffusa instabilità nella regione del Caucaso. Dalla fine del confronto bipolare la regione del Caucaso è stata sempre più interessata da un livello di instabilità crescente, direttamente proporzionale all’importanza strategica dei territori attraverso i quali transitavano o sarebbero dovute transitare le condotte energetiche che alimentano di gas e petrolio l’Europa. Ma non soltanto questo, in quanto l’arco delle crisi aveva (e ha tuttora) una estensione tale da comprendere anche l’insieme delle piccole repubbliche autonome e degli stati sorti dalla dissoluzione dell’Unione sovietica legandoli tutti tra loro in un confronto titanico derivante da disegni strategici di vasto respiro. Infatti, nelle aspettative di Mosca il Caucaso dovrebbe divenire il grande collettore del gas russo verso il sud dell’Europa attraverso il Mar Nero. Una ragione che aiuta a comprendere la determinazione del Cremlino e la sua grave decisione di intervenire militarmente in Georgia. I giganti energetici russi hanno bisogno di pompare i flussi di gas estratto dal loro bacino della regione del Volga-Urali nella Russia occidentale e di quelli provenienti dalla regione caspica di Astrakhan e dalla Siberia occidentale; alle quantità di gas russo si andrebbero poi aggiunte anche quelle estratte dai giacimenti dell’asia centrale, in particolare del Turkmenistan. Lo scontro, sia di dimensione globale che strettamente regionale, verteva (e tuttora verte) principalmente sulla dimensione del controllo delle materie prime energetiche da parte della Russia, in alcuni casi sia dalla loro fase di estrazione, nella totalità in quella del transito verso il ricco ed energivoro mercato europeo. Per gli statunitensi e i loro alleati locali (Ucraina, Polonia e Georgia in primo luogo) ridurre l’influenza di Mosca in questo settore attraverso la sottrazione del suo sostanziale monopolio sull’esportazione di gas e petrolio avrebbe portato anche al conseguimento del risultato del suo ridimensionamento come potenza. Numerose crisi rimaste “congelate” per anni hanno così conosciuto fasi di recrudescenza. (…)

 

  • NUCLEARE IRANIANO E ATTACCO PREVENTIVO USA: ANCHE SE TEHERAN IN FUTURO SARA’ IN GRADO DI DISPORRE DELLA BOMBA AL MOMENTO SI ALLONTANA L’IPOTESI DI UNO STRIKE SUGLI IMPIANTI - ORA ZERO, trasmissione del 14 Febbraio 2008, di Gianluca Scagnetti. L’Iran è realmente in grado di dotarsi di armi nucleari? Gli Americani hanno rinunciato, almeno per ora, a un attacco preventivo alla Repubblica islamica? Quali sarebbero le reali ragioni di un’eventuale guerra sferrata da Washington a Teheran? E ancora, l’unico strumento rimasto nelle mani degli Usa per riaffermare il prorpio ruolo nel mondo è l’opzione militare? Come compreso dai tre quesiti della prolusione oggi affronteremo il tema dello scontro tra Usa e Iran e i suoi possibili sviluppi. Lo faremo cercando di chiarire aspetti forse poco noti, ma no per questo di scarsa importanza. Lo faremo con due esperti di materie diverse, un docente dell’Associazione italiana nucleare (AIN), il professor Ugo Spezia, al quale chiederemo di approfondirci l’argomento dell’atomica iraniana, e con un esperto di economia e di finanza, Elido Fazi, co-autore insieme al collega de quotidiano Il Sole 24 Ore del libro Euroil, la borsa iraniana del petrolio e il declino dell’impero americano, testo dove vengono esposte alcune delle reali ragioni che potrebbero spingere l’amministrazione Usa a scatenare un attacco all’Iran. (…)

 

  • MAGHREB, POLISARIO, AFRICA SUB-SAHARIANA: CRITICITA’ E POSSIBILI SVILUPPI DELLA SITUAZIONE NELL’AREA. A COLLOQUIO A ORA ZERO MARIO GIRO, RESPONSABILE DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI DELLA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO – ORA ZERO, trasmissione del 13 Marzo 2008, a cura di Gianluca Scagnetti. Nella giornata di domenica a New York avrà luogo il quarto incontro tra i negoziatori del Governo marocchino e quelli del Fronte del Polisario, incontro finalizzato alla ricerca di una soluzione al problema della sovranità sulla regione del Sahara occidentale. Ai lavori presenzieranno anche i rappresentanti di Algeria e Mauritania, paesi in diversa misura coinvolti nel contenzioso che da anni vede contrapposti i Saharawi a Rabat. Sempre domenica diverse associazioni del popolo saharawi tenteranno di manifestare le loro ragioni con una marcia pacifica verso l’avamposto di Tifariti, area di strategica importanza dal punto di vista militare, dove è concentrata parte del suo massiccio dispositivo difensivo schierato nel Sahara occidentale dalle Forces Armées Royales marocchine (FAR). Le origini del contenzioso sul Sahara occidentale vanno ricondotte al disimpegno coloniale spagnolo dall’africa. Si tratta di tre territori provinciali fino al 1975 sotto il dominio di Madrid, il Sahara spagnolo appunto, in seguito ceduti per i loro due terzi (le aree settentrionali) al Regno del Marocco e per il rimanente alla Mauritania. Però, già dal 1972 nella regione era sorto il Fronte Polisario allo scopo di condurre forme di guerriglia per la liberazione del territorio dalla potenza coloniale. In seguito, dopo la morte di Francisco Franco e il conseguente ritiro dei militari spagnoli, l’Algeria iniziava a sostenere con forza il Polisario mediante forniture di armamenti e di logistica. Le autorità di Algeri fornivano anche rifugio ai profughi saharawi che erano stati costretti ad abbandonare gli originari territori di stanziamento, territori in seguito occupati e posti sotto controllo dalle FAR. (…)

 

  • CON-COMUNICARE: relazioni pubbliche, relazioni istituzionali e comunicatori: proposta di un tavolo comune – REDAZIONE ORA ZERO, 27 novembre 2015 - Il preciso intento di trovare delle prospettive comuni pur partendo dall’universo composito delle diverse professioni della comunicazione. La proposta concreta di una piattaforma online condivisa da tutte le associazioni di categoria per dare vita a una bibliografia e a un bacino di documenti e ricerche sul “mestiere” di comunicatore. Questo il risultato emerso dal convegno Con-Comunicare – Relazioni pubbliche, relazioni istituzionali e comunicatori: proposta di un tavolo comune, tenutosi oggi, 24 novembre 2015, presso l’Aula Mauro Wolf del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università la Sapienza. L’evento, in occasione della nuova pubblicazione di Agenda del Giornalista-RP Contact Il principale strumento professionale per la comunicazione, le relazioni pubbliche e istituzionali, è stato organizzato dal Centro di Documentazione Giornalistica, in collaborazione con Il Chiostro – Trasparenza e professionalità delle lobby. (…)

 

  • (IN) SICUREZZA, Terrorismo: botta e risposta tra Alfano e sindacati di polizia – Redazione ORA ZERO, 22 novembre 2015. Alfano nega i pesanti tagli al Comparto sicurezza. Il Coisp: “È un inguaribile ‘pinocchio’, quanto è stato previsto di destinarci non basta, carenze e difficoltà non fanno che aumentare. Con la Finanziaria bisogna aumentare sensibilmente le risorse per le Forze dell’Ordine” (…)

 

  • RISCHIO BIOLOGICO E BIOTERRORISMO: QUALI SONO ATTUALMENTE I RISCHI REALI CORRELATI A EVENTI DEL GENERE? A “ORA ZERO” parla il professor Giuliano Bertazzoni, ordinario di Scienze tecniche mediche all’Università La Sapienza/Policlinico Umberto Primo di Roma – ORA ZERO, trasmissione del 6 Marzo 2008, di Gianluca Scagnetti. Rischio biologico e bioterrorismo: nel caso si verificasse un’emergenza da attacco portato con agenti patogeni oppure per una pandemia, le strutture sanitarie italiane sarebbero in grado di fronteggiarlo adeguatamente?Quali sono attualmente i rischi reali correlati a eventi del genere? A ORA ZERO parla il professor Giuliano Bertazzoni, ordinario di Scienze tecniche mediche all’Università La sapienza/Policlinico Umberto Primo di Roma. (…)

 

  • ISRAELE, NUCLEARE: ANALISTI USA STIMANO IN 115 IL NUMERO DELLE TESTATE DI GUERRA ATTUALMENTE DISPONIBILI – Redazione ORA ZERO, 21 novembre 2015 – Israele avrebbe accumulato 115 testate nucleari dal momento dello sviluppo della sua prima arma atomica avvenuto nel 1967, poco prima della Guerra dei Sei Giorni, lo afferma un rapporto pubblicato questa settimana da un think tank statunitense, l’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale I risultati dello studio sono stati resi noti il 19 novembre e in essi viene fatto riferimento al possesso da parte dello Stato ebraico di circa 660 chilogrammi di plutonio, materiale fissile prodotto presso il reattore di Dimona, stimandone inoltre la capacità in termini di testate nucleari nel numero di 115. Altre ricerche effettuate di recente hanno condotto a una stima di 80-200 testate, seppure il numero reale degli ordigni attualmente disponibili dagli israeliani permanga ancora oggi segreto. (…)

 

  • CASO MORO: “L’inquietante segreto di Rudell riporta indietro nel tempo a quella tragica mattina di giovedì 16 marzo 1978 in Via Mario Fani – REDAZIONE ORA ZERO, 21 novembre 2015, di Spartaco Praghesi. «Lo avranno veramente sequestrato i compagni? Non può che essere così, non c’è altro gruppo di lotta armata che abbia la forza e il coraggio di affrontare un simile livello di scontro. L’ipotesi che possa trattarsi di una provocazione di qualche servizio segreto la scartiamo immediatamente, non per ragionamento politico, ma per la nausea che negli anni abbiamo acculato verso ragionamenti del tipo: a chi giova? Chi c’è dietro?» (…)

  • GUERRA AL CALIFFATO: DOPO PARIGI, PARLARE DI GUERRA PUO’ INDURRE IN ERRORE. REDAZIONE ORA ZERO, fonte: Stefano Silvestri, Affari Internazionali del 16 novembre 2015 – La parola più usata è “guerra”. Ma siamo sicuri che si tratti della parola giusta? E comunque, cosa vogliamo dire, in realtà? Di “guerra”, al terrore, parlammo anche dopo l’attacco di al-Qaida, l’11 settembre 2001, tanto che gli alleati offrirono agli Stati Uniti la solidarietà dell’art.5 del Trattato di Washington, la mobilitazione della Nato. Allora gli statunitensi preferirono seguire altre strade per condurre il loro attacco ad Al-Qaida e al governo dei talebani, in Afghanistan, che offriva ai terroristi rifugio ed aiuto. La Nato intervenne in quel paese solo più tardi, per condurre un processo di stabilizzazione e state-building che è ancora oggi in forse. La Turchia ha chiesto la solidarietà della Nato, sulla base dell’art.5, contro gli attacchi terroristici, non solo dell’Isis e di al-Qaida, ma anche, secondo Ankara, dei curdi del PKK e, indirettamente, del governo di Bashar el Assad, in Siria. Gli alleati hanno espresso solidarietà, ma non hanno avviato una mobilitazione collettiva. Nessuno ha ancora parlato ufficialmente dell’art.5 e della Nato per rispondere agli attacchi terroristici di Parigi, ma molte voci si sono levate per sostenere che la guerra all’Isis dovrebbe diventare compito della Nato. Non è chiaro se questa responsabilità della Alleanza dovrebbe estendersi solo all’Iraq, anche alla Siria e infine a tutti o ad alcuni degli altri territori controllati da affiliazioni dell’Isis come ad esempio in Libia, nel Sinai, in Yemen, in Nigeria o altrove. (…)

 

  • PRIMI ATTACCHI AI JIHADISTI EFFETTUATI DA ELICOTTERI RUSSI SUL CONFINE SIRO-LIBANESE – REDAZIONE ORA ZERO, fonte: DEBKAfile News Update, 15 Novembre 2015, 11:34 - Per la prima volta dal completamento dello schieramento militare russo in Siria (il rischieramento nel Paese arabo dei reparti di Mosca aveva preso avvio nello scorso mese di settembre), nella giornata di domenica elicotteri da combattimento russi hanno colpito le posizioni del cosiddetto “Stato islamico” e della formazione islamista an-Nusra in settori posti su entrambi i lati del confine siro-libanese, nella Valle della Bekaa libanese e sui monti Harmel. (…)

 

  • VOSTRE LE GUERRE, NOSTRI I MORTI – REDAZIONE ORA ZERO, Roma, sabato 14 novembre 2015, USB (Unione Sindacale di Base).Ancora una volta, ieri a Parigi, due giorni fa a Beirut, la settimana scorsa sull’aereo russo in Sinai gente comune, lavoratrici e lavoratori, giovani, famiglie intere pagano con la vita per guerre che non hanno voluto né deciso. Così come la pagano le popolazioni innocenti che subiscono continui bombardamenti. (…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 16 novembre 2015 - Velivoli dell’Armée de l’Air bombardano la “capitale” dello Stato islamico in Siria. Venti bombe sganciate su Raqqa, principale roccaforte del gruppo jihadista, due giorni dopo che il presidente francese Françoise Hollande ha dichiarato che le azioni terroristiche di Parigi sono un atto di guerra contro la Francia(…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 15 novembre 2015 - ISIS: IL PUNTO SULLA TERZA GUERRA MONDIALE DOPO GLI ATTENTATI DI PARIGI. (Pubblicato da “Le Rimesse”, articolo di Spartaco Praghesi) – È ancora la Francia a essere colpita a morte dall’odio jihadista. Come nel film di Gillo Pontecorvo, uomini armati sparano indiscriminatamente sulla folla inerme, ma stavolta a farlo non sono i laici indipendentisti algerini da un’ambulanza lanciata a folle corsa nelle vie dei quartieri francesi di Algeri, bensì terroristi esaltati facenti parte di piccoli gruppi di fuoco organizzati da IS (Islamic State), l’organizzazione jihadista fattasi governo che ormai da tempo controlla parte del territorio di quello che conoscevamo come Medio Oriente. Al-Baghdadi e i suoi hanno attivato i loro uomini in Francia in un momento per nulla casuale: Hassan Rouhani, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran – potenza regionale che figura tra i principali nemici di Dawla – stava per iniziare la sua serie di visite ufficiali in Europa e la prima tappa avrebbe dovuto essere Roma, poi subito dopo Parigi. Visita annullata. Tutto questo proprio mentre sul campo di battaglia – soprattutto in Siria per merito dei combattenti curdi – le forze di al-Baghdadi stavano perdendo terreno. Una guerra per procura, come tante altre combattute in quella regione, che vede alcuni governi di Paesi del Golfo Persico diretti finanziatori (e anche sostenitori in termini di fornitura di armamenti) delle forze dell’IS impegnate sui vari fronti: Iraq e Siria in primo luogo, ma anche altrove, in zone molto più vicine all’Italia come il Maghreb. A caldo è possibile fare il punto della situazione considerando la situazione nel complesso e i vari attori impegnati sul terreno. (…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 7 novembre 2015 – ALLARME DELL’ISTAT: 3 MLN DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ CON LE SPESE PER LA CASA, fonte ANSA 7 novembre 2015. Le famiglie italiane “in difficoltà” con il pagamento delle spese per la casa sono circa 3 milioni, l’11,7% del totale. E’ la stima dell’Istat, secondo cui tanti sono i nuclei familiari che nel 2014 si sono ritrovati in arretrato con il pagamento delle rate del mutuo, dell’affitto o delle utenze domestiche. I dati emergono dalla documentazione consegnata dall’Istituto di statistica in Parlamento in occasione delle audizioni sulla legge di stabilità, di cui la casa rappresenta uno dei punti chiave. In particolare, si legge nelle statistiche, il 10,2% delle famiglie si è trovata in ritardo con i pagamenti delle bollette per le utenze domestiche; tra le famiglie in affitto il 16,9% si è trovata in arretrato con il pagamento; il 6,3% delle famiglie con il mutuo da pagare si è trovato infine in arretrato con la rata. (…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 24 ottobre 2015 - UN DISPERATO BISOGNO DI CRESCERE. Verso il Rapporto 2015 sull’economia globale e l’Italia. A cura di Mario Deaglio Roma, Residenza di Ripetta, mercoledì 20 maggio 2015. Convegno promosso da: Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, Istituto Affari Internazionali, UBI Banca. Benvenuti alla presentazione del rapporto Un disperato bisogno di crescere. Come sapete questa pubblicazione è curata dal Centro Einaudi, che organizza questa serata assieme a UBI Banca, ma vi do il benvenuto anche a nome dell’Istituto Affari Internazionali e ringrazio e saluto il vicepresidente dello IAI Fabrizio Saccomanni che poi parteciperà alla tavola rotonda e commenterà la presentazione del rapporto che ci farà Mario Deaglio assieme a Giuseppe Russo. E con lui, naturalmente, saluto anche gli altri relatori, Sandro Castellano che è l’amministratore delegato di SACE e Francesco Iorio che è il direttore generale di UBI Banca e che sostituisce – e per questo lo ringrazio – il dottor Massia che ha avuto un improvviso impegno piuttosto importante e quindi non ha potuto raggiungerci. UBI banca a molti anni ormai è partner di questa iniziativa e quindi a loro va un ringraziamento particolare proprio per l’amicizia e la fedeltà con la quale hanno continuato in questi anni a tenere viva questa iniziativa che ormai ha permesso di raccogliere una massa importante di dati, essendo arrivati alla XIX edizione del Rapporto. Saluto naturalmente Mario Deaglio, che è il curatore del Rapporto e che adesso ce lo illustrerà assieme a Giuseppe Russo. Il quale è direttore del Centro Einaudi e che ha contribuito egli stesso al Rapporto assieme a Giovanni Andornino, Giorgio Ahravas, Anna Caffarena, Anna Lo Prete, Paolo Migliavacca e Anna Paola Quaglia, che sono gli altri autori di questo rapporto che – lo voglio ricordare – è pubblicato dall’editore Guerini e Associati. (…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 3 ottobre 2015 - Aspettando (se verrà) una nuova strategia europea di respiro globale. ma per il momento l’Europa si affanna nel gestire le crisi in atto. Uscito temporaneamente al di fuori dell’attenzione del grosso dell’opinione pubblica italiana (in questi ultimi giorni distratta da altri avvenimenti che hanno ricevuto un maggiore risalto mediatico) prosegue però ininterrotto verso l’Europa il disordinato flusso dei profughi delle guerra del Levante, che in questa particolare fase storica incrementa di molto quello dei cosiddetti migranti economici. Di fronte a questo dramma epocale i Paesi del vecchio continente hanno dato conferma delle loro profonde divisioni, mettendo ancor più in difficoltà – come se non fossero bastate le vicende frutto della grave crisi economico-finanziaria che ha prostrato una non indifferente parte della popolazione europea, la più povera e meno garantita – l’edificio comunitario basato sull’euro. Se fino a pochissimo tempo fa si parlava di Grecia solo ed esclusivamente a causa della sua situazione politica e della possibilità che non ripagasse completamente il suo debito e uscisse dall’euro, adesso se ne parla soltanto per l’emergenza profughi sulle isolette dell’Egeo e per la brutalità con la quale la polizia del governo Tsipras cerca disperatamente di gestire l’emergenza immigrazione. Proprio in Grecia, e anche in Italia, si dovranno aprire i tanto reclamati (soprattutto a Bruxelles e Berlino) hot-spot, nuovi centri destinati all’identificazione di quell’umanità di disperati che riuscirà in qualche modo a raggiungere le frontiere esterne meridionali dell’Unione europea. Ma, poi, questi poveri disgraziati quanto ce li terranno dentro questi hot-spot per identificarli? Un anno? Due anni? Questi centri assumeranno quindi le forme di nuove “Malagrotta”? E dopo? Cosa dovremo fare di costoro, rimandarli indietro al loro paese di origine? Ma come? (…)

  • REDAZIONE ORA ZERO, 3 ottobre 2015 – BOLZANO FRONTIERA D’EUROPA. Profughi, migranti, confini spinati. A due anni dalla tragedia di Lampedusa, un’iniziativa promossa dalla Commissione diritti umani del Senato insieme a Regione e Comune. Alle officine FS (via Macello 24) a partire dalle 12 con Paolo Fresu, Têtes de Bois, Paolo Rossi, Maurizio Maggiani, Ardadioungo e Moni Ovadia. Ingresso gratuito. Il 3 ottobre 2013 morivano al largo dell’isola di Lampedusa 366 persone. Quella macabra conta non si è mai fermata e, solo nel 2015, ha raggiunto la cifra di 3mila vittime. Come non si è arrestato, anche solo per un giorno, il flusso di profughi che tentano di raggiungere l’Europa. (…)

  • REDAZIONE ORA ZERO, 22 settembre 2015 – Presentazione delle Proposte di riforma del mercato elettrico, Confindustria, Viale dell’Astronomia, 30, Sala Andrea Pininfarina. Fabrizio Longa (Gruppo Tecnico Energia Confindustria) Buongiorno a tutti, io sono Fabrizio Longa, il coordinatore del Gruppo Tecnico Energia di Confindustria. Ringrazio tutto i partecipanti a questo nostro incontro, in modo particolare il presidente di Confindustria dottor Giorgio Squinzi, il ministro Federica Guidi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, che in questo momento non c’è ma che chiuderà i lavori a fine giornata, tutti i partecipanti alla tavola rotonda, le Istituzioni che hanno aderito al nostro invito. Invito adesso cortesemente il presidente Squinzi e il ministro Guidi per l’apertura dei lavori, grazie. (…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 21 settembre 2015 - MATERIE PRIME ENERGETICHE Forum strategico Francia-Italia 13 maggio 2015. Istituto Affari Internazionali, Roma, Palazzo Rondinini. (relazioni in lingua italiana). Nicolò Sartori, responsabile di ricerca del Programma Energia dell’istituto affari Internazionali. introduzione. La domanda di materie prime energetiche risultante dall’espansione dei consumi di paesi emergenti come la Cina e l’India ha avuto tra le sue conseguenze anche la conseguenza di alimentare la competizione internazionale nel settore e la spinta all’evoluzione delle fonti non convenzionali. Quindi, la maggiore dispersione e il mutamento delle strategie e delle politiche di paesi che fino a poco tempo fa erano consumatori e importatori e che in futuro, invece, potranno divenire esportatori si somma all’impatto delle energie rinnovabili e delle misure tese all’efficienza energetica, che si pongono sia come strumento di sicurezza per i consumatori dal lato dell’approvvigionamento sia da quello dei mutamenti climatici e del global warming. In questo contesto Italia, Francia e, più in generale, Unione europea, si trovano ad affrontare una serie di sfide dalle quali dipendono sia il loro ruolo internazionale quanto la sostenibilità e la competitività dei loro modelli socioeconomici. La posta in gioco è particolarmente alta per questi due paesi, si tratta del secondo e del quarto paese consumatore di energia lorda in Europa, che consiste poi nel 25% circa dei consumi complessivi nel Vecchio continente. Si tratta di due paesi che nello specifico settore nel secondo dopoguerra hanno intrapreso due strade sostanzialmente diverse ma che attualmente, per varie ragioni, si trovano ad affrontare una serie di sfide importanti. (…)

 

  • REDAZIONE ORA ZERO, 11 settembre 2015 – SIRIA: MASSACRO E STALLO. ARRIVANO I RUSSI, MA IL CONFLITTO È DESTINATO A DURARE ANCORA A LUNGO. Britannici e australiani si accingono a bombardare gli obiettivi del cosiddetto Stato islamico in Siria, i francesi sono già attivi, questo mentre Washington avalla l’interventismo dei suoi alleati occidentali. Ma, nonostante le chiacchiere fatte circolare sulla stampa da un affannato Françoise Hollande e dai suoi soci, tutti sanno perfettamente che soltanto con l’air power i jihadisti del “califfato” non verranno certamente sconfitti. Isis non schiera una forza irresistibile, ma, al contrario, evidenzia dei propri limiti strutturali: in primo luogo deve mantenere il controllo del territori, quindi diviene più vulnerabile di una formazione terroristica sul piano dello scontro militare (che per forza di cose è notevolmente meno asimmetrico); poi, assumendo le forme e la sostanza di uno “stato” ha delle necessità finanziarie impellenti di molto superiori a quelle di un’organizzazione terroristica ”pura” (tipo al-Qa’eda per capirci), di risulta diviene possibile colpire le sue fonti di approvvigionamento, quali ad esempio quelle del contrabbando di petrolio (ceduto sul mercato nero a prezzi estremamente ribassati, anche fino a 20 dollari al barile); infine, il califfato per affermarsi sui campi di battaglia deve fare necessariamente affidamento sulla partecipazione di massa dei sunniti, aspetto che lo rende meno travolgente in quelle zone dove muta la componente etnica (cioè dove si registrano consistenti insediamenti diversi da quelli sunniti: gli sciiti presso Baghdad, i curdi in Iraq e in Siria, i cristiani ad Aleppo, gli alawiti a Damasco e lungo la fascia costiera siriana). (…)

  • TRAGEDIA GRECA 2: LA CRISI E LE SUE RADICI. REDAZIONE ORA ZERO, pubblicato da “Le Rimesse” il 4 giugno 2015, autore Learco Ercoli – Chi sono i creditori internazionali di Atene? Chi possiede e in quale misura le quote del suo ingente debito? E soprattutto: dove origina la disastrosa situazione di crisi che affligge il popolo greco? Si cerca di guadagnare tempo nella prospettiva di un accordo, ma tra il governo di Atene e i suoi creditori internazionali per l’intanto si continua a navigare a vista. I ministri delle finanze dell’Unione Europea proseguono nelle loro defatiganti trattative con il loro collega ellenico Yanis Varoufakis. Il confronto verte su una questione dirimente: i livelli minimi di intervento sociale in un paese stremato dalla crisi e dall’austerità. A Bruxelles premono con forza affinché il governo Tsipras “raschi il barile”, che in concreto significa intervenire drasticamente sulle materie della previdenza, del lavoro e del fisco. Un copione in qualche modo già recitato anche in Italia, con la differenza che nella Grecia del 2015 è in atto una vera e propria tragedia. I creditori internazionali – la finanza e le banche – pretendono che venga confermato il taglio delle tredicesime ai pensionati, misura che era stata introdotta dal precedente esecutivo di centrodestra in carica ad Atene. A questi tagli si aggiunge la pretesa del rispetto della clausola di bilancio incidente sul sistema pensionistico nazionale, che a onore del vero nel passato ha consentito l’erogazione di generosi – e in parte eccessivi – sussidi pubblici. Il mantra è quello della sostenibilità del sistema previdenziale, che assorbendo una quota del 16% del PIL si pone al di sopra della media europea di almeno quattro punti. Ulteriori ostacoli sono quelli del salario minimo – che Tsipras vorrebbe mantenere a 751 euro – e dalla reintroduzione dei contratti di lavoro collettivi che proteggono dai licenziamenti individuali, tutte misure rimesse in discussione dal precedente governo che oggi inchiodano quello in carica al suo programma elettorale. Infine, sul tappeto c’è anche il problema del riequilibrio dell’Iva, la cui quota percentuale varia nel senso dell’agevolazione in alcune zone del paese (ad esempio le isole). Di tutte queste voci è sicuramente la riforma delle pensioni quella che più incide sul debito pubblico greco e quindi su di essa si concentrano di più le pressioni dei creditori internazionali.
    Finora irrisolto resta infine il problema della crescita, stretto tra la miseria del bilancio statale e l’impossibilità di raccogliere all’estero concreti sostegni allo sviluppo. Con un’economia che nei suoi momenti migliori si basava quasi esclusivamente sui settori agroalimentare, turistico, marittimo e dell’edilizia, oggi, in assenza di una concreta spesa per investimenti, cosa mai potranno fare i greci per rilanciare la loro economia? Non si tratta di un mero esercizio di retorica, come amano ripetere spesso i tecnocrati e i politici di Bruxelles, perché la realtà è davvero ben rappresentata da coloro i quali riconducono all’eccesso di austerità le sofferenze della popolazione. (…)

  • TRAGEDIA GRECA 1: RECUPERO CREDITI REDAZIONE ORA ZERO, Pubblicato da “Le Rimesse” il 3 giugno 2015, autore Spartaco Praghesi - Mentre i folletti della City continuano a danzare sulle marce tavole del capitalismo confidando in una prossima – l’ennesima – imposizione alla Grecia di un governo composto da tecnocrati di rigida osservanza bruxellese, ad Atene si consuma il drammatico confronto interno a Syriza: in vista delle imminenti scadenze – il 5 giugno dovrà essere pagata una rata del debito al Fondo Monetario Internazionale – e l’inasprirsi delle nuove tensioni con i creditori internazionali (che in parte, a dire il vero, parrebbero in fase di rientro) in seno al partito trionfatore alle ultime elezioni politiche non tutti si dicono disponibili a concedere quanto imposto dalla troika (oggi ri-denominata Bruxelles’ Group, cioè Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) come condizione essenziale per l’erogazione di ulteriori aliquote di prestiti, cioè dell’indispensabile “liquidità di emergenza”. In una recente, tesa, riunione del comitato centrale del partito guidato da Alexis Tsipras, sono state respinte le istanze dell’ala sinistra, miranti all’applicazione integrale del programma elettorale e, dunque, a far assumere all’esecutivo una posizione più intransigente nei confronti della controparte nei negoziati. Ma il premier greco e il suo ministro delle finanze Yanous Varoufakis non sono dei rivoluzionari, semmai – nella migliore tradizione bizantina – degli ottimi temporeggiatori. In fondo la politica è l’arte del possibile, e in questa drammatica fase l’esecutivo di Atene deve disperatamente cercare di guadagnare tempo. Poi si vedrà. Ma non sono certamente poche le incognite che si profilano sul suo ristretto orizzonte. (…)

  • URANIO, PETROLIO E GAS NATURALE: LE NUOVE GUERRE DI PARIGI A SUD DEL MEDITERRANEO - REDAZIONE ORA ZERO, maggio 2015. Interventismo militare francese a sud del Mediterraneo: proiezioni e percezioni di Parigi nell’area. Le attuali minacce alla sicurezza sono transnazionali e data la loro natura non si manifestano più in un solo paese, ma assumono caratteristiche del tutto particolari: volatilità, asimmetria e, appunto, transnazionalità. Oggi nessuna organizzazione regionale offre la possibilità di inglobare tutti i paesi di un continente (si pensi alla peculiare posizione del Marocco, condizionata dalle sue politiche nella regione del Polisario con l’annosa questione dell’indipendenza del popolo saharawi), di risulta si pone la necessità di fare riferimento a logiche orizzontali. I diversi attori impegnati nel contenimento di dette minacce, animati dal bisogno di tutelare i propri interessi nazionali, intervengono spesso nei cosiddetti “paesi emergenti”. È anche su questo terreno che Parigi deve misurarsi con i suoi concorrenti economici globali, primi tra tutti ovviamente gli Stati Uniti d’America, ma anche la Cina Popolare, sta penetrando sempre più profondamente queste zone sia mediante strumenti economici e finanziari (quali la Banca Asiatica per le Infrastrutture di recente costituzione) sia militari (Pechino è il secondo contributore di peacekeepers dell’Onu). (…)

  • LIBIA E DINTORNI TRA RIMINISCENZE E PILLOLE DI DIETROLOGIA – REDAZIONE ORA ZERO, 6 settembre 2015. Pubblicato da “Le Rimesse” nel marzo 2011, autore THX-11 38. Dovrebbe essere noto a tutti che l’interesse è il motore del mondo e, quanto più grande è questo interesse, tanto più potente sarà il motore in grado di generare i mutamenti storici, sia in senso positivo che negativo. Al giorno d’oggi, indubbiamente, con una certa dose di eleganza utilizzando il termine “stake holder” gli analisti dei più prestigiosi think tank internazionali indicano comunemente i cosiddetti moderni portatori di interessi. Ma chi sono in concreto questi portatori di interessi? Proviamo un po’ ad affrontare sinteticamente questo argomento servendoci di alcuni esempi in parte risalenti al recente passato. La ITT, società multinazionale delle telecomunicazioni che, al tempo degli Stati Uniti d’America di Henry Kissinger e Richard Nixon, era particolarmente interessata al rame cileno non era forse anche lei uno stake holder? Gli interessi di questa grande corporation risultarono estranei alla decisione della CIA di implementare il corso degli eventi che portarono al colpo di stato di Santiago e alla conseguente assunzione del potere da parte della giunta militare del generale Augusto Pinochet? (…)

● ISIS: RADICI E PROSPETTIVE DEL “CALIFFATO” 2.0 – REDAZIONE ORA ZERO, 19 agosto 2015.

Forse la particolarità più evidente del cosiddetto Stato islamico è quella che, a differenza di tutti gli altri gruppi che lo hanno preceduto nella prospettiva dell’estremismo islamico e jihadista – compresi quelli che sono all’origine dell’ISIS, in particolare al-Qa’eda – hanno rappresentato e tuttora rappresentano aggregazioni per lo più tradizionali che praticano il terrorismo strutturandosi sulla base di organizzazioni di tipo clandestino limitate. Al contrario, l’ISIS ambisce a configurarsi come un vero e proprio stato, che sui territori di volta in volta conquistati si è andato effettivamente delineando almeno nelle forme del tentativo. Alle popolazioni sottomesse ha imposto una tassazione , offrendo forme di come corrispettivo forme di organizzazione e di assistenza sociale, tutti aspetti che potrebbero apparire come eccentrici e verso i quali in Occidente si nutrono contrarietà e avversità, che però sono una realtà. Questo, però, si configura come un problema, non soltanto perché comporta notevoli differenze di ordine politico e militare rispetto ai concetti derivati agli occidentali dalla loro precedente esperienza maturata in materia di terrorismo e di estremismo islamista, ma anche perché l’evento detto “Stato islamico” ha avviato un processo di revisione della struttura statale che era stata data a questa regione con la fine della prima guerra mondiale. Infatti, esso non si presenta come un movimento eversivo nei confronti di regimi e stati esistenti, bensì supera questa fase rendendosi per certi aspetti addirittura difficilmente definibile come “movimento non governativo”, quindi un attore non statale. La contraddizione è che si tratta di un attore con aspirazioni statali in una regione dove, però, gli stati esistenti vengono messi in discussione, ingenerando dei dubbi riguardo al suo obiettivo finale. Dove puntano i jihadisti dell’ISIS? E, di risulta, dove invece quelli che li combattono? Questi ultimi avrebbero in animo la restaurazione delle compagini statali sorte con la fine della Prima guerra mondiale, oppure hanno mire revisionistiche? Il problema parrebbe essere proprio questo, cioè la non chiara comprensione di quale sia il confine tra revisionismo e restaurazione nell’ambito della feroce lotta in corso nel Levante, e anche delle sue prospettive. Due ulteriori aspetti che vanno poi sottolineati sono quelli relativi al terrorismo (inteso come strumento di lotta) con le sue annesse immancabili atrocità e alla facilità con la quale il sedicente Stato islamico, sulla falsariga di ciò che fecero in Afghanistan i taliban e in misura più ampia di loro, proceda nella sistematica distruzione del patrimonio archeologico e artistico, soprattutto in Iraq, ma anche in Siria. Sono state compiute molte distruzioni di opere, ritenute in un eccesso di relativismo come funzione dell’impeto iconoclasta contro le raffigurazioni politeiste e idolatre, formula insufficiente a giustificare tali eccessi. Infatti, essi costituirebbero anche il risultato del fallimento dei regimi precedentemente al potere in quei paesi, che in maniere diverse hanno creato le premesse affinché poi si producesse questa brutale configurazione dell’estremismo islamista che esprime picchi elevati di odio nei confronti del passato. Si tratterebbe dunque del riflesso di una situazione determinatasi in precedenza nella regione, dinamica nella quale l’Occidente non risulta certamente estraneo. (…)