Roma Capitale: situazione politica, disastro economico-finanziario, olimpiadi 2024. Ai nostri microfoni Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma.

Roma Capitale: situazione politica, disastro economico-finanziario, olimpiadi 2024. Ai nostri microfoni Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma.

ORA ZERO – TRASMISSIONE Nº97

 

Roma Capitale: situazione politica, disastro economico-finanziario, olimpiadi 2024.

Ai nostri microfoni Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma.

 

 

   «Roma è una città fortemente indebitata. Credo sia l’unico esempio al mondo di città dove sono riusciti a commissariare un debito».

 

   «La questione di mafia capitale non è una questione di “mele marce”, cioè non è una questione che si risolve semplicemente prendendo i disonesti e sostituendoli con gli onesti, questa è una bella favola che ci vogliono raccontare, in realtà il problema è il meccanismo, è un problema di sistema, un problema di riforme che vanno fatte perché molti degli attuali meccanismi che funzionano nella città sono invece fatti apposta per produrre quegli esiti».

 

   «Nell’analisi storica delle olimpiadi noi abbiamo messo insieme un dossier molto dettagliato, un dossier inattaccabile dal punto di vista della credibilità nel quale viene dimostrato che nei giochi olimpici dal 1960 a oggi si è verificato un incremento dei costi rispetto al budget previsto originariamente in media del 600%».

 

   «La Metro C per molti tratti è ormai irrealizzabile, non è stata completata e probabilmente non lo sarà mai rispetto al progetto originario, ma ha già avuto un sensibile incremento dei costi rispetto a quelli preventivati».

 

 

   ORA ZERO - Gentili ascoltatori di Radio Omega un cordiale buonasera da Gianluca Scagnetti. Questa sera a Ora Zero parleremo di Roma e lo faremo con una delle “star del momento”, diciamo, cioè con i Radicali Italiani tornati nuovamente alla ribalta per la vicenda olimpiadi 2024. Abbiamo ai nostri microfoni Alessandro Capriccioli che, se non vado errato, è il Segretario dei radicali Roma… è corretto?!? Si dice così Capriccioli?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI - Sì sì, si dice così, buonasera a tutti.

 

   ORA ZERO - Buona sera a lei. Allora Capriccioli: che sta succedendo a Roma? Facciamo un quadro generale della situazione, come al solito facciamo noi a radio Omega, diciamo così… digeribile per stomaci deboli. Questa è una città commissariata, c’è il fenomeno “mafia capitale”, il processo sta andando avanti; è una città indebitata, venata da fenomeni di corruzione, è una città che sta andando verso le elezioni amministrative, elezioni che però parrebbe nessuno voglia veramente vincere. Nessuno vuole accollarsi questo “bubbone”?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Beh è una città… sì, una città fortemente indebitata. Noi abbiamo denunciato la questione del debito di Roma che è una questione abbastanza surreale. Oggi credo sia l’unico esempio al mondo di città dove sono riusciti a commissariare un debito. Voi sapete che di solito si commissariano gli enti, le società, le associazioni, ecco: Roma ha un debito commissariato, nel senso che il vecchio debito del Comune di Roma all’atto della creazione di Roma Capitale è stato di fatto estrapolato dal bilancio della città

 

   ORA ZERO - Poi magari la spiegheremo meglio questa “fictio” diciamo di Roma Capitale e del vecchio Comune di Roma, cioè di una “bad company”, come si usa dire adesso, e una “newco”…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – È esattamente questo. Si tratta è una vicenda sulla quale noi abbiamo lavorato moltissimo negli anni scorsi, ci sembrava a un certo punto che fosse così noiosa da essere difficilmente raccontabile, poi invece negli ultimi anni è diventata di grande attualità con l’esplosione dell’inchiesta mafia capitale e tutto quello che come informazione è arrivato ai cittadini. È una città indebitata, è una città che, di fatto, negli ultimi decenni non è stata governata o è stata governata nel modo che abbiamo visto, è una città che ha bisogno di ripartire. E come tutte le realtà che hanno bisogno di ripartire dovrebbe ripartite da proposte concrete, proposte di riforma dei meccanismi che, abbiamo visto, alla fine l’esito che hanno dato. Noi abbiamo sempre detto che la questione di mafia capitale non è una questione di “mele marce”, cioè non è una questione che si risolve semplicemente prendendo i disonesti e sostituendoli con gli onesti, questa è una bella favola che ci vogliono raccontare, in realtà il problema è il meccanismo, è un problema di sistema, un problema di riforme che vanno fatte perché molti degli attuali meccanismi che funzionano nella città sono invece fatti apposta per produrre quegli esiti.

 

   ORA ZERO - Ce ne racconta qualcuno?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Ce ne sono moltissimi. Oggi Roma ha le società partecipate che proliferano e che non si occupano solo di servizi pubblici essenziali come ad esempio il trasporto o lo smaltimento dei rifiuti occupandosene nel modo che conosciamo, ma anche una miriade di società partecipate che in realtà hanno rappresentato dei bacini di voti, quindi degli strumenti prettamente clientelari che servivano a questo o a quel capobastone per ottenere poi le preferenze che servivano poi a essere eletti in Consiglio comunale. Basta fare una riflessione per comprendere questo meccanismo: dei consiglieri comunali di Roma quasi nessuno viene ricordato, non dico per un’iniziativa politica, ma neanche per una dichiarazione, per una polemica, sono stati per lo più dei perfetti sconosciuti. E questo significa che il meccanismo che garantiva il voto in Consiglio comunale era un meccanismo che esulava completamente dalla politica intesa come iniziativa e come proposta di riforma, riconducendosi invece ad altri meccanismi, che sono i meccanismi che abbiamo visto. Ma ce ne sono moltissimi di questi casi. C’è tutta la questione delle cooperative che gestiscono e hanno gestito, come abbiamo visto, alcune situazioni particolarmente delicate come quella dei rifugiati o dei rom, e che anche in quel caso servivano come volano per ottenere poi consenso politico. Vero è che quasi nessun euro di quello che veniva poi teoricamente investito nel processo di inclusione dei rom o per l’accoglienza dei rifugiati, per esempio, andava ai rom o ai rifugiati. Era tutto un “mare con mille rivoli” all’interno del quale questi soldi finivano.

 

   ORA ZERO - Inoltre esiste un problema di cementificazione del territorio. Noi recentemente abbiamo fatto una trasmissione con Angelo Fascetti, del sindacato per la casa ASIA-USB, che ci ha parlato di un’emergenza casa e, in parallelo, una continua edificazione di vani che restano vuoti, realtà che fa perno molto spesso se non nella quasi totalità dei casi sui “piani di zona” e gli “accordi di programma” stipulati dai palazzinari con il Comune di Roma.

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Esistono tutti questi problemi e tutto questo si riconduce a un sistema malato, non sono le persone – o meglio – poi le persone in particolare ovviamente hanno le loro responsabilità, ma il problema non sono le persone, il problema sono i meccanismi che ormai sono incancreniti in questa città e che andrebbero superati con delle proposte di riforma. Poi noi per primi già al sindaco Ignazio Marino facemmo pervenire un appello in nove punti, quelli che noi pensavamo fossero le cose più urgenti da fare in questa città, partendo proprio dalla messa a gara dei servizi pubblici. Oggi il trasporto pubblico a Roma viene gestito da una società tecnicamente fallita, lo smaltimento dei rifiuti viene fatto con una situazione di perdita inferiore soltanto perché i cittadini pagano la tariffa dei rifiuti e quindi c’è questo zoccolo duro con cui l’azienda si finanzia, ma comunque in modo insoddisfacente e con una raccolta differenziata che è al di sotto di qualsiasi standard accettabile. Allora, i servizi pubblici essenziali andrebbero secondo noi messi a gara e tutte le partecipate, le municipalizzate che si occupano di attività che non sono essenziali, basti pensare al caso Farmacap

 

   ORA ZERO - Le farmacie comunali…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – A Roma esistono le farmacie comunali che sono partecipate dal Comune e che, in teoria, dovrebbero svolgere la funzione di collocarsi in quelle zone dove i privati non vogliono investire – perché una farmacia comunale non è che li regala i farmaci, è una normale farmacia – ma poi vediamo che, in realtà, ci sono farmacie comunali a Corso Vittorio Emanuele piuttosto che in altri punti dove le farmacie private abbondano e che quelle più periferiche vengono gestite con dei costi stratosferici… e sono in perdita, ma io a essere in perdita con una farmacia sfido chiunque…

 

   ORA ZERO - Capriccioli, per restare ancora un attimo ai rifiuti: è vero che sta riaprendo la discarica di Malagrotta?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Sì, è vero che riaprirà Malagrotta. È una decisione che attiene al Governo sulla quale a livello locale non si potrà fare molto se non domandarsi alcuni di quelli che adesso protestano dov’erano quando la Conferenza Stato-Regioni ha deciso questa cosa, perché all’interno della Conferenza Stato-regioni non c’è stata opposizione a questa cosa… comunque sì, è stata disposta la riattivazione di alcuni impianti e di alcuni inceneritori tra cui quello di Malagrotta.

 

   ORA ZERO - Dopo il siluramento di Marino da parte del suo partito, il Partito Democratico, il segretario dei Radicali Italiani, Riccardo Magi, ha affermato più volte che Roma è sta ed è tuttora “ostaggio” del Partito Democratico. Ma, a questo punto, con il pesante indebitamento della città e il conseguente “aiutino” fornito dal Governo Renzi – che in qualche modo ha anche messo i ceppi ai piedi del sindaco Marino – la capitale è davvero ostaggio di un macchinoso sistema?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Mah, quello a cui abbiamo assistito con Marino è effettivamente la rappresentazione di una città ostaggio del Partito Democratico. Marino è stato sostanzialmente sfiduciato attraverso un sms (messaggino telefonico; ndr) che lo invitava a dimettersi. Noi abbiamo invitato Marino a non dimettersi ma, pur senza far di nessuno un eroe, a presentarsi in Aula e a rilanciare alcuni punti programmatici, quindi a non dimettersi in modo fattivo e costruttivo, e nel momento in cui Marino ha esitato rispetto alle dimissioni e quindi ha prospettato la possibilità di andare in Aula a confrontarsi con chi lo sfiduciava in quel momento sui reali motivi di quella sfiducia, beh… i consiglieri della maggioranza appartenenti al Partito Democratico hanno preferito dare le dimissioni in blocco per evitare che questa crisi passasse dall’unico luogo istituzionale dal quale sarebbe dovuta passare, cioè l’Aula consiliare. Così i romani non hanno potuto sapere da un dibattito pubblico svoltosi nella propria sede istituzionale quello che stava accadendo. È una vicenda in cui il sindaco Marino e la città sono stati ostaggio del Partito Democratico. Ma la città, come dicevamo, è ostaggio da decenni e trasversalmente di clientele che attraversano i vari schieramenti politici che l’hanno ridotta nelle condizioni in cui si trova adesso.

 

   ORA ZERO - Ricordiamo agli ascoltatori che un altro degli scandali sollevati dai Radicali, stavolta alla Regione Lazio, fu quello che portò proprio Ignazio Marino al Campidoglio. Per il centro sinistra di allora fu l’unica carta possibile da giocare a Roma. Si trattò della vicenda che vide protagonisti i gruppi consiliari alla regione e l’Ufficio di Presidenza dell’allora Presidentessa Renata Polverini…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – C’erano tutti tranne i Radicali, in quel momento erano consiglieri regionali Rocco Berardo e Giuseppe Rosso Di Vita. Sì, purtroppo c’è una continuità nel malgoverno sia del Comune di Roma che della Regione Lazio e delle Istituzioni pubbliche.

 

   ORA ZERO - Senta Capriccioli, adesso noi dovremmo parlare delle elezioni amministrative a Roma, ma io prima però vorrei trattare il tema delle Olimpiadi 2024. Soltanto due mesi fa il Comune di Roma ha finito di pagare il mutuo acceso per i Mondiali di calcio del 1990, adesso – in una fase certamente non florida dell’economia italiana e mondiale – ci stiamo per imbarcare in un’altra “operazione di sistema” che ne ricorda un po’ tante altre poste in essere nel passato: che sta succedendo? Vogliono mangiarsi l’ultimo piatto di lenticchie che riusciranno a raschiare dal fondo di un barile ormai vuoto? Perché queste olimpiadi? Fanno comodo ai cosiddetti “poteri forti”? Quanto costeranno e perché avete sollevato il problema?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Non lo sappiamo, lo abbiamo sollevato perché questa cosa non la sappiamo. Noi naturalmente non siamo pregiudizialmente contrari alle olimpiadi, il punto è che queste olimpiadi sono state presentate con la retorica del sogno, della scommessa, dell’Italia che ce la fa, dell’Italia che combatte i gufi

 

   ORA ZERO - I temi di Matteo Renzi…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Esatto, ma senza alcun numero. L’anno scorso, al momento della presentazione della candidatura, Giovanni Malagò, presidente del CONI, promise che di lì a sessanta-novanta giorni sarebbe intervenuto un piano economico-finanziario molto dettagliato, promettendo al tempo stesso che queste sarebbero state le olimpiadi della trasparenza e della sostenibilità, olimpiadi diverse da tutte quelle che avevamo conosciuto. Beh, a tutt’oggi questo piano economico molto dettagliato non ce l’abbiamo, non abbiamo capito esattamente quanto verrà speso, quali saranno gli interventi infrastrutturali che pensano di fare, quale la loro utilità…

 

   ORA ZERO - Delle cifre le hanno date qualche giorno fa mi pare… cinque miliardi di euro, sei miliardi… corrispondono?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Ma guardi, quello che posso dire io è che nell’analisi storica delle olimpiadi noi abbiamo messo insieme un dossier molto dettagliato, tra l’altro citando studi accademici, quindi un dossier inattaccabile dal punto di vista della credibilità, dal quale viene dimostrato che nei giochi olimpici dal 1960 a oggi si è verificato un incremento dei costi rispetto al budget che in media è del 600%. Anche a Londra, che noi consideriamo la patria dell’efficienza, per non pensare alle punte spaventose delle olimpiadi di Montreal del 1976 dove addirittura c’è stato un incremento della spesa di quasi l’800% rispetto alle previsioni. Quindi, che questi numeri siano credibili… voglio dire: intanto sono dei numeri di massima, dopodiché bisognerebbe verificare se e come questi costi previsti in sede di budget andranno a essere aumentati poi in corso d’opera. È un fatto normale che, ripeto, è successo in tutte le organizzazioni di giochi olimpici e non soltanto a Roma, che è la patria dell’inefficienza , del malaffare, eccetera. Quindi, di fronte a questi dati, di fronte a queste evidenze è chiaro che quello che abbiamo chiesto è: spiegateci come farete queste olimpiadi; quale sarà l’utilità che intendete dare agli investimenti che farete; spiegateci perché è necessario per forza fare delle olimpiadi per avere delle infrastrutture che noi dovremmo avere normalmente. Vi ricordo che la Metro C, che era l’opera strategica più importante del Paese nel momento in cui è stata progettata…

 

   ORA ZERO - Seconda solo al ponte sullo Stretto…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Esatto… non è stata completata e probabilmente non lo sarà mai rispetto al progetto originario, ma ha già avuto un incremento di costi rispetto a quelli preventivati…

 

   ORA ZERO – Di quanto? Tre volte il costo preventivato originariamente mi pare?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Ci siamo… ci siamo, adesso manca l’ultima tranche che noi infatti proponiamo di investire in strumenti di mobilità leggera che possano integrare quello che ormai abbiamo capito, cioè che la Metro C non si potrà mai fare perché ci sono dei tratti che non è possibile fare.

 

   ORA ZERO - Non sono riusciti neppure a connettere la prima tratta con la stazione di San Giovanni della linea A, perché la C si ferma a Piazza Lodi…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – La Metro C per molti tratti è ormai conclamatamente irrealizzabile quello che era previsto nei progetti originari. Dunque, rispetto a tutto questo noi pensiamo di promuovere un dibattito attraverso il referendum, che secondo noi avrebbero dovuto proporre direttamente le Istituzioni come è avvenuto in moltissimi altri Paesi europei. Tenete conto che in molte città europee e del mondo le candidature sono state ritirate sia dopo l’esito del referendum – parlo di Amburgo e di Cracovia – e in alcune città, anche dopo l’esito positivo del referendum – come nel caso di Oslo, candidata alle olimpiadi invernali del 2022 – la candidatura è stata ritirata nonostante la maggioranza dei sì, e addirittura, come è successo a Boston, prima del referendum, dato che è stato sufficiente il dibattito creato dal comitato che avrebbe voluto istituire il referendum per convincere le istituzioni cittadine che non si trattava di un investimento produttivo.

 

   ORA ZERO - Ma non è che ci sono degli appetiti su alcune aree? Si è parlato di una “opzione” di Caltagirone su alcuni terreni di Tor Vergata, inoltre di questa megapiscina addirittura nei pressi all’aeroporto intercontinentale di Fiumicino che per ragioni di sicurezza non si potrebbe neanche realizzare perché altrimenti attirerebbe gli uccelli provocando seri rischi ai velivoli in decollo o atterraggio sulle piste vicine…

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Ci sono una serie di elementi preoccupanti, alcuni sconcertanti – per esempio questo degli uccelli è abbastanza sconcertante – ma, ripeto: quello che noi chiediamo è che vengano consultati i cittadini…

 

   ORA ZERO - Come si fa a firmare per il vostro referendum? Entro che termine lo si può fare?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Noi adesso stiamo chiudendo la raccolta delle prime mille firme, che sono quelle co le quali depositeremo il quesito, sono le firme dei promotori. Dopodiché ci sarà un mese di tempo durante il quale l’apposita commissione comunale dovrà valutare la compatibilità tecnica di questo quesito, cioè se è scritto bene e se è ammissibile, e dopo partiremo con la raccolta delle altre 30.000 firme necessarie all’indizione del referendum comunale. Si può firmare andando al sito referendumolimpiadi.it, là è possibile consultare e/o scaricare anche il nostro dossier, e soprattutto vengono indicati i luoghi via via aggiornati dove sono in quel momento tutti i tavoli di raccolta delle firme dove i cittadini potranno recarsi per ottenere il referendum.

 

   ORA ZERO - In conclusione torniamo sinteticamente al tema delle elezioni amministrative a Roma: perché nessuno vuole vincerle? Secondo lei che succederà?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – Io non sono un grande appassionato dei retroscena perché preferisco la politica. Quello che rilevo è che questa cosa che si dice, cioè che nessuno vuole vincere, tradotta in un linguaggio politico significa quello che stiamo vedendo adesso, cioè che non esiste ancora uno che abbia parlato di proposte per la città.

  

   ORA ZERO - E quindi è talmente disastrosa la situazione che non ci si può più mettere mano?

 

   ALESSANDRO CAPRICCIOLI – No, noi siamo convinti che ci si possa mettere mano con una serie di riforme, ma devono essere riforme coraggiose di rilancio della città. Ecco, quello che manca in questa fase del dibattito – al di là dei posizionamenti, al di là delle alleanze e dei nomi dei candidati – è una discussione su quello di cui la città ha bisogno per ripartire. Siamo, come dire, fuori tempo massimo quasi, nel senso che poi più la situazione si aggrava e più è difficile risalire la china. Io credo che in questo momento, rispetto a tutto quello a cui stiamo assistendo, dovrebbero essere più importanti le proposte, cioè i cittadini dovrebbero valutare chi è il loro candidato a seconda di ciò che il candidato propone. Questo io non lo vedo, o lo vedo in misura molto, molto ridotta a quanto sarebbe necessario, non so se questo significa che nessuno vuole vincere, ma mi fermo al dato politico, che è quello che mi interessa di più, e rilevo questo: proposte ce ne sarebbero, ci sarebbero anche delle proposte su cui dibattere, su cui discutere tra elementi contrapposti in un dibattito su alcuni temi in particolare, su altri bisognerebbe presentare delle norme elementari di buona amministrazione, ecco, tutto questo manca e io credo che sia una situazione grave soprattutto perché ci apprestiamo a votare per capire chi dovrà governare questa città.

 

   ORA ZERO - Ringraziamo per la sua disponibilità Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma. La puntata numero 97 di Ora Zero si conclude qui, un cordiale buonasera e a presto da Gianluca Scagnetti.