Eutanasia, libertà, testamento biologico: la testimonianza di Dominique Velati

Eutanasia, libertà, testamento biologico: la testimonianza di Dominique Velati

Eutanasia, libertà, testamento biologico: la testimonianza di Dominique Velati

Dominique Velati aveva 59 anni e un tumore al colon che non le avrebbe lasciato scampo. Alcuni giorni fa ha preso un treno di sola andata per la Svizzera, dove è permesso il suicidio assistito. Marco Cappato l’ha aiutata, fornendole informazioni e assistendola nella procedura con la clinica. Ieri si è auto-denunciato. E lo ha fatto perché il Parlamento italiano discuta finalmente la legge sull’eutanasia.

Mercoledì scorso Dominique ha ottenuto l’eutanasia in Svizzera.
Ha voluto evitare che il suo cancro le portasse via la serenità di una morte dignitosa. Ha voluto vivere libera, fino alla fine.

Ho aiutato Dominique fornendole informazioni e assistendola nella procedura con la clinica che l’ha accolta. Ho pagato il biglietto del suo treno per Berna.

In Italia, chi aiuta un malato terminale a morire rischia fino a 15 anni di carcere, anche se poi la persona muore all’estero.

Me ne assumo la responsabilità, autodenunciandomi.

Fino a quando il Parlamento italiano non discuterà la proposta di legge d’iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico, continuerò ad aiutare altre persone malate terminali ad andare in Svizzera.

Lo farò alla luce del sole, fino a quando non mi fermeranno le forze dell’ordine, o fino a quando sarà calendarizzata la proposta Eutanasia Legale.

Se condividi l’urgenza di una buona legge sul fine vita, chiedi anche tu ai Capigruppo del Parlamento di discutere di eutanasia.