(IN) SICUREZZA, Terrorismo: botta e risposta tra Alfano e sindacati di polizia

(IN) SICUREZZA, Terrorismo: botta e risposta tra Alfano e sindacati di polizia

(IN) SICUREZZA, Terrorismo: botta e risposta tra Alfano e sindacati di polizia

 

Alfano nega i pesanti tagli al Comparto sicurezza. Il Coisp: “È un inguaribile ‘pinocchio’, quanto è stato previsto di destinarci non basta, carenze e difficoltà non fanno che aumentare. Con la Finanziaria bisogna aumentare sensibilmente le risorse per le Forze dell’Ordine”

“Il Ministro dell’Interno è proprio un inguaribile ‘pinocchio’, e se continuerà con le bugie il suo naso crescerà tanto che non ci sarà più bisogno di costruire il ponte sullo Stretto! E’ perfettamente inutile che Alfano insista a parlare di ‘segno più’ e di sostegno alle Forze dell’Ordine che invece, nei fatti, sono sempre più affossate nel baratro di carenze e problematiche irrisolte che stanno indebolendo sempre di più, di anno in anno, il Comparto indispensabile alla vita democratica, civile e libera del Paese. E’ assolutamente indispensabile intervenire sulla Finanziaria per destinare risorse molto più cospicue ai capitoli relativi alle Forze dell’Ordine. Mai come oggi che sfide sempre più gravi e impegnative ci mettono a dura prova e ci devono trovare pronti ed efficienti come mai”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna a contestare pesantemente le dichiarazioni diffuse dai dai media del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che continua a ribadire in diverse sedi della sua maratona televisiva: “Gli anni finanziari 2013, 2014, 2015 sono tutti in positivo. E sui numeri per la sicurezza anche il 2016 sarà così”. Ed ancora: “C’è stato un equivoco perché le risorse sono state allocate in fondi differenti”. Quanto al “capitolo del personale”, Alfano ha rivendicato di essere “arrivato al Viminale col blocco del turn over, l’abbiamo prima dimezzato, poi dal 2016 quelli che andranno in pensione potranno essere sostituiti da giovani poliziotti”.
“Mentre Alfano – insiste Maccari – annuncia maggiori risorse al Comparto nella Legge di Stabilità ed il potenziamento progressivo degli organici, vantandosi pure di 2.500 prossime assunzioni a fronte di pensionamenti per lo stesso periodo di tempo pari a 5.000 uomini, e comunque di carenze complessive di oltre 40.000 unità, nella realtà si assiste al progetto di riduzione drastica dei presidi sul territorio, a un turn over ancora stabilmente bloccato al 55%, e soprattutto alla previsione di tagli al Comparto per centinaia di milioni di euro. Secondo il Bilancio pluriennale, entro il 2018 i fondi per i servizi di ordine pubblico e sicurezza subiranno decrementi di oltre 600 milioni di euro, altro che segno più! Si tratta di denari che servirebbero per tutto quanto è indispensabile per tenere in piedi le Forze dell’Ordine, comprese tutte le impellenti esigenze legate alla necessità di combattere l’incalzante minaccia terroristica. Tutto questo costa, non si può fingere che non sia così, ma la politica deve dimostrare se vuole o meno investire quei soldi per garantire la libertà e la sicurezza del paese, deve fare una scelta chiara, senza giri di parole e baggianate come l’ultima invenzione del Ministro a proposito di un ‘equivoco perché le risorse sono state allocate in fondi differenti’. E cosa vorrebbe dire?”.
“Urge più che mai chiarezza – conclude Maccari -, urgono previsioni reali e concreti, conti alla mano, per capire cosa siamo in grado di fare, cosa possiamo e vogliamo permetterci, come vogliamo rispondere al bisogno di sicurezza del Paese e degli italiani. Ecco perché insistiamo da settimane per avere un confronto istituzionale, oltre tutto previsto per legge, per poter affrontare a viso aperto problematiche rispetto alle quali possiamo dare un serio e proficuo contributo e, oltre tutto, abbiamo bisogno di risposte leali e sincere che, attraverso noi, possano raggiungere e rassicurare centinaia di migliaia di Operatori del Comparto”.

   COISP Nazionale

 

 

…in Italia si può stare tranquilli, no ai professionisti dell’ansia…

(Fonte: Redazione L’Huffington Post, pubblicato il 22/11/2015 12:28 ) – “Nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona: poi nessun paese è a rischio zero”. Così il ministro dell’Interno Alfano a Skytg24. “La mia sedia è poca cosa rispecchio al rischio che si corre se vi fosse un attentato”, ha aggiunto rispondendo a una domanda di Maria Latella.”Se la Siria fosse bombardata senza un percorso di stabilizzazione potrebbe diventare una nuova Libia”, ha continuato il ministro. “Noi non abbiamo per oggi certezza che non si vada verso una Libia bis”. Le forze dell’ordine impiegate a Roma per il Giubileo sono male equipaggiate, come denuncia qualche giornale? “Questi sono i professionisti dell’ansia che non vogliono farci stare bene, l’ansia è l’obiettivo che alcuni mezzi di informazione perseguono con grande pervicacia. È Lo stesso che hanno fatto con Expo…”. Non la pensa così Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, sindacato di Polizia, secondo cui c’è poco da stare tranquilli. “Io non sarei tanto tranquillo, anche se non voglio lanciare allarmismi. Comprendo che istituzionalmente bisogna portare una rassicurazione, ma bisogna essere pragmatici, c’è da fare di più, e la legge di stabilità è sicuramente un’occasione”, ha detto Tonelli, ospite di “In mezz’ora”, su Raitre. “Sull’altare della spending review si è lasciata la direzione del Paese ai ragionieri di Stato, con tagli ovunque. Per rinforzare un commissariato se ne deve chiudere un altro”, ha aggiunto. Secondo il segretario del Sap, “dopo l’intelligence il primo sforzo deve essere il deterrente. È chiaro che la presenza delle forze di polizia crea un deterrente. Il problema è che si sta cercando di portare su Roma migliaia di persone ma non è scritto da nessuna parte che si colpiranno obiettivi simbolo qui a Roma. Dopo il problema deterrente c’è la capacità di intervenire e resistere all’impatto cosa che in questo momento è difficile”.